Non nascondiamoci dietro un dito: della sicurezza sui luoghi di lavoro non ci importa nulla.
Noi facciamo un lavoro. Le uniche cose che ci interessano sono portare a casa i soldi e non avere problemi.
Queste frasi mi hanno fatto riflettere. Forse perché sono vere.
Poi, certo, qualcuno fa il lavoro con più passione, qualcun altro con un po’ meno, ma la sintesi non cambia: siamo esseri umani e pensiamo prima di tutto a noi stessi.
È un dato di fatto.
Molte persone lavorano principalmente per necessità, per “portare a casa i soldi” ed evitare problemi. Tuttavia, questo non significa che non ci sia spazio per coinvolgere, motivare e far appassionare i coordinatori della sicurezza al loro ruolo. Anzi, partendo da questa premessa cinica ma onesta, ho pensato di costruire un percorso che tocchi corde pratiche ed emotive e mostri come il lavoro del coordinatore possa avere un impatto reale e significativo.
Per questa sfida, ho chiesto aiuto ad un personaggio storico meno conosciuto ma estremamente intrigante e acuto: Niccolò Tartaglia (1499-1557), matematico, ingegnere e studioso italiano del Rinascimento. Tartaglia è famoso per i suoi contributi alla matematica, in particolare per la risoluzione delle equazioni di terzo grado, ma la sua vita è stata segnata da sfide personali e professionali che lo rendono un personaggio affascinante.
La mia Intervista a Niccolò Tartaglia: la Sicurezza sul Lavoro, la Motivazione e il coinvolgimento.
Fabrizio Lovato: Niccolò, grazie per essere qui con noi. La tua vita è stata segnata da grandi sfide, ma anche da grandi successi. Oggi parliamo di un tema che potrebbe sembrare lontano dal tuo mondo: la sicurezza sul lavoro. Come convinceresti le persone che la sicurezza è un’opportunità, non solo un obbligo?
Niccolò Tartaglia: La sicurezza, vedete, è come la matematica: sembra noiosa e complicata, ma in realtà è la base di tutto. Quando studiavo le traiettorie dei proiettili per migliorare l’artiglieria, non lo facevo solo per vincere battaglie: lo facevo per garantire che ogni colpo fosse preciso ed efficace, riducendo gli errori e i rischi. La sicurezza non è un limite: è una forma di precisione, di attenzione ai dettagli. Senza di essa, anche il progetto più ambizioso è destinato a fallire.
Fabrizio Lovato: Molti vedono il lavoro solo come un modo per “portare a casa i soldi”. Come fai a motivare le persone a prendere la sicurezza sul serio?
Niccolò Tartaglia: Capisco questa mentalità, ma è come guardare solo una piccola parte di un’equazione. Io ho imparato che ogni problema, per quanto difficile, nasconde un’opportunità. Quando ero giovane e ferito, potevo arrendermi, ma invece ho usato quella difficoltà per spingermi a studiare, a imparare, a migliorare. Allo stesso modo, la sicurezza non è solo una regola: è un’opportunità per dimostrare che si può fare meglio, che si può lavorare in modo più intelligente e più rispettoso. Non è solo una questione di denaro: è una questione di orgoglio.
Fabrizio Lovato: Hai parlato di orgoglio e opportunità. Ma come fai a trasformare la sicurezza in qualcosa di “appassionante”?
Niccolò Tartaglia: La passione nasce dalla curiosità. Quando risolvevo le equazioni di terzo grado, non lo facevo per fama o denaro: lo facevo perché volevo capire, volevo scoprire. La sicurezza può essere appassionante se la vedi come una sfida intellettuale. Come possiamo progettare cantieri più sicuri? Come possiamo prevenire gli incidenti con soluzioni semplici e innovative? Queste sono domande che stimolano la mente e accendono la creatività. La sicurezza non è noiosa: è un problema da risolvere, un’opportunità per migliorare.
Fabrizio Lovato: E per chi non è un matematico o un ingegnere? Come puoi applicare questa mentalità in contesti più “ordinari”?
Niccolò Tartaglia: Ogni lavoro, per quanto semplice possa sembrare, ha un suo fascino e una sua importanza. Quando insegnavo matematica a Venezia, non lo facevo solo per guadagnare: lo facevo perché credevo che ogni persona meritasse di capire la bellezza dei numeri. Allo stesso modo, ogni gesto, ogni controllo, ogni attenzione alla sicurezza è un tassello che contribuisce al successo dell’intero progetto. Non importa se sei un artigiano, un operaio o un coordinatore: quello che fai ha un impatto. E quando realizzi questo, anche il compito più semplice diventa significativo.
Fabrizio Lovato: Ultima domanda: se dovessi dare un consiglio a un coordinatore della sicurezza che si sente demotivato, cosa gli diresti?
Niccolò Tartaglia: Gli direi di guardare oltre l’immediato. Il suo lavoro non è solo una routine: è una missione. Ogni volta che previene un incidente, sta salvando una vita, proteggendo una famiglia, garantendo che il lavoro continui senza intoppi. Questo è un potere enorme. E poi, gli direi di cercare la bellezza nel suo ruolo. La sicurezza non è solo regole e controlli: è un’arte, una scienza, una forma di rispetto per l’umanità. Se riesce a vedere questo, troverà la motivazione non solo per fare il suo lavoro, ma per farlo con passione e orgoglio.
Fabrizio Lovato: Grazie, Niccolò. Una prospettiva davvero illuminante.
Niccolò Tartaglia: Grazie a voi. E ricordate: la sicurezza è come la matematica. Richiede attenzione, cura, visione e quando è fatta bene, può salvare la vita.
Con questo pensiero si è conclusa l’intervista a Niccolò, ma non la mia sfida.
Tu cosa ne pensi? Puoi aiutarmi con qualche consiglio? Scrivimi