Introduzione
Ci sono progetti che nascono per formare, altri per innovare. Istantanee è nato per fare entrambe le cose, ma ha finito per fare molto di più. Ha trasformato la sicurezza da procedura in racconto, da obbligo in linguaggio, da controllo in partecipazione.
L’idea era semplice: chiedere ai lavoratori di un grande cantiere edile di raccontare la sicurezza attraverso i loro occhi, usando lo strumento più semplice e diretto che tutti hanno in tasca: lo smartphone.
Dal 15 maggio al 7 giugno 2025, il cantiere “The Tris” di Milano si è trasformato in un set a cielo aperto. Sono arrivate 101 fotografie, ognuna diversa, ognuna autentica. Alcune crude, altre poetiche. Tutte vere.
Il 12 giugno abbiamo premiato le tre immagini che più di tutte hanno saputo raccontare un gesto, un rischio, una scelta. In quel momento, durante la cerimonia, quando ho messo le medaglie al collo dei vincitori, ho capito che “Istantanee” non è finito lì. È solo cominciato.
Un progetto concreto, un metodo semplice
“Istantanee” non è un progetto artistico. È un progetto di sicurezza. È nato con finalità chiare:
- aumentare la consapevolezza nei lavoratori;
- rendere visibile ciò che spesso rimane implicito;
- trasformare il linguaggio della prevenzione in qualcosa di partecipato e riconoscibile.
Non serviva una macchina fotografica professionale, non servivano nozioni tecniche. Bastava un telefono e la disponibilità a osservare il proprio ambiente di lavoro.
Abbiamo preparato materiali multilingue, un numero WhatsApp per inviare le immagini, e date precise: apertura il 15 maggio, chiusura il 7 giugno.
Il progetto è stato comunicato a tutte le imprese presenti nel cantiere, ai preposti e ai lavoratori. L’adesione è stata spontanea, aperta, senza limiti di numero di invii.
Numeri e organizzazione
- Durata progetto: 24 giorni
- Cantiere coinvolto: “The Tris”, Milano
- Partecipanti: Operai, preposti, tecnici
- Foto ricevute: 101
- Modalità di invio: WhatsApp, numero dedicato
- Premiazione: 12 giugno, ore 12:00, in cantiere
La selezione delle immagini è avvenuta tra il 9 e il 10 giugno da parte di un tecnico esterno, esperto in prevenzione, estraneo al cantiere. Questo per garantire equità e oggettività nella valutazione.
Non cercavamo la “foto più bella”, ma quella più capace di trasmettere un’attenzione, un rischio segnalato, una soluzione trovata, un dettaglio non visto.
Il momento della premiazione
Il 12 giugno, alle 12 in punto, il cantiere si è fermato. Ma non per un controllo o per un incidente. Si è fermato per un applauso.
Un momento che non era scritto nei cronoprogrammi né nei piani di sicurezza.
Abbiamo esposto le tre immagini vincitrici, una vicina all’altra e quando i tre operai sono venuti, uno per volta, a ricevere le medaglie, non c’è stato bisogno di dire nulla. Il silenzio degli altri, gli sguardi, le mani che si stringevano tra colleghi, parlavano per tutti.
Uno di loro ha detto, stringendo la medaglia:
“Non ho mai vinto niente. Non pensavo che una foto potesse dire così tanto.”
Forse è proprio questo il cuore di “Istantanee”: dare valore a ciò che normalmente non lo ha. Un gesto corretto, un dettaglio notato, una scelta prudente. Piccole cose che non finiscono mai nei report, ma che costruiscono sicurezza vera.
Cosa ci ha insegnato “Istantanee”
1. Che tutti vedono, ma che non tutti sono ascoltati
Il progetto ha mostrato che i lavoratori le cose le sanno, hanno uno sguardo lucido e critico sul cantiere, ma spesso non trovano il modo, o lo spazio, per esprimere ciò che vedono.
“Istantanee” ha offerto un modo semplice per raccogliere quel punto di vista.
2. Che la sicurezza non si impone, si costruisce
Molti preposti, inizialmente scettici, hanno finito per incoraggiare le squadre a partecipare: “Fate vedere come si fa a lavorare”. È cambiata la narrazione: la sicurezza non era più controllo esterno, ma dimostrazione interna.
3. Che l’efficacia sta nella semplicità
Un numero WhatsApp, un cartellone multilingue, un invito chiaro. Nessuna piattaforma, nessuna app. Solo concretezza, prossimità, ascolto.
4. Che la bellezza può essere anche brutale
Molte immagini erano dure: un imbrago abbandonato, un foro scoperto, o un trabattello incompleto. Ma erano vere e proprio per questo educative.
Le immagini premiate
Non pubblicheremo qui le foto vincitrici (lo faremo in contesti formativi), ma posso raccontarvi cosa mostrano:
- Un carico sospeso con un imbrago “artistico”.
Nessun volto, solo l’insieme. Chiarissimo. Universale. - Una trabattello super sicuro e con una nuova modalità di spinta.
Creatività, prevenzione dal basso. - La movimentazione a mano di un carico, come le forze si distribuiscono.
L’immagine di come la “forza” a volte sia poco utile.
Il valore nascosto: l’emozione
Quel giorno, mentre mettevo le medaglie al collo dei tre operai, ho provato qualcosa che non riesco a spiegare tecnicamente.
Forse era orgoglio, forse gratitudine, forse la sensazione rarissima di aver fatto la cosa giusta, nel modo giusto.
Loro erano emozionati, io lo ero di più.
Abbiamo lavorato insieme mesi. Eppure in quel momento li ho visti davvero. Loro non erano “operatori”, “manodopera”, “presenze in cantiere”. Erano narratori, testimoni, parte attiva di qualcosa che ricorderanno, di qualcosa che ricorderò.
E ora?
Me lo hanno chiesto in tanti, quel giorno:
“Lo rifacciamo?”
La mia risposta è: sì. Ma meglio e più in grande.
Il progetto “Istantanee” ha dimostrato che la sicurezza può essere raccontata con strumenti semplici e un linguaggio umano. Ora serve strutturarlo, aprirlo ad altri cantieri, trasformarlo da esperienza unica a modello replicabile.
Stiamo lavorando per:
- creare una piattaforma digitale per raccogliere, commentare e archiviare le immagini;
- fornire kit comunicativi alle imprese (informative, locandine, guide multilingue);
- formare referenti interni, magari altri coordinatori, che diventino promotori in ogni cantiere.
Conclusione
“Istantanee” non è finito con la premiazione. Al contrario, è cominciato lì, perché quando le emozioni si incontrano con la concretezza del lavoro, nasce qualcosa che può davvero cambiare la cultura della sicurezza.
Se oggi ho un’immagine impressa nella mente, non è una delle 101 foto ricevute. È quella dei tre uomini con la medaglia al collo, sorridenti, rispettati, visti.
È la dimostrazione che un altro approccio è possibile e necessario.
Ci rivediamo presto, nel prossimo cantiere, con nuovi sguardi e nuove storie da raccontare.
Perché la sicurezza si costruisce una scena alla volta, uno scatto alla volta.
Vuoi portare “Istantanee” nel tuo cantiere?
Se il progetto ti ha colpito, se credi anche tu che la sicurezza meriti di essere raccontata e vissuta in modo diverso, scrivimi.
Sono disponibile a replicare e adattare “Istantanee” ad altri contesti, con lo stesso spirito partecipativo, la stessa cura e la stessa voglia di cambiare prospettiva.
Contattami per parlarne: fabrizio@fabriziolovato.it
Costruiamo insieme la prossima scena di sicurezza vera
Fabrizio Lovato