Il mestiere di coordinare la sicurezza e l’arte di imparare – Intervista immaginaria a Comenio

Introduzione – L’incontro impossibile
Era quel momento della sera in cui tutto ti invita a pensare.
Ero seduto alla scrivania, immerso nei documenti del mio master di coordinamento esecutivo, quando gli occhi mi caddero su una citazione: “Insegnare a tutti, tutto, integralmente”.
Era di Comenio.
Mi persi in quelle parole e con la fantasia mi trovai in una biblioteca, tra scaffali che si perdevano all’infinito.

Davanti a me, con un abito scuro e un libro in mano, c’era proprio lui: Jan Amos Comenius, o Comenio* per noi italiani.
Sorrise.
«Allora, giovane coordinatore della sicurezza… vuoi imparare a imparare?»


Maestro Comenio, lei sa chi sono?

Comenio: So che sei qui perché cerchi un ponte tra il sapere e il fare. So anche che nei cantieri non basta conoscere le regole, bisogna farle vivere.

Esatto. Con il mio Master desidero aiutare il coordinatore della sicurezza ad apprendere in autonomia e crescere, non solo tecnicamente ma come figura di riferimento.

Comenio: Bene, allora useremo le cinque vie dell’apprendimento e le caleremo nella tua realtà.

1. Lo Studio – “La radice del sapere”

Comenio: Lo studio è come preparare il terreno prima della semina. Senza terreno fertile, nessuna pianta cresce. Nel tuo mestiere, questo significa conoscere a fondo le leggi, i regolamenti, le norme tecniche. Ma non studiare per memorizzare: studia per comprendere.

Per esempio, il decreto 81?

Comenio: Sì, ma anche norme UNI, linee guida e circolari ministeriali. Immagina di avere davanti il D.Lgs. 81/2008: non limitarti a leggere l’articolo su come si realizza un ponteggio. Prova a ricostruire, mentalmente, come si applica in una ristrutturazione, o una nuova costruzione, o in un intervento in copertura.

Quindi lo studio non è solo “leggere”, ma creare collegamenti?

Comenio: Esatto. Ogni pagina deve diventare un ponte tra la teoria e una situazione concreta. Tu devi costruire questi ponti ogni giorno, finché diventano automatici.

2. L’Esperienza diretta – “La scuola del fare”

Comenio: Ma se lo studio è il terreno, l’esperienza diretta è l’acqua e il sole. Devi andare nei cantieri, osservare, parlare con gli operatori. Devi sentire il rumore delle macchine, vedere come un ponteggio viene montato, capire il linguaggio non verbale di chi sta lavorando.

Ho fatto alcuni sopralluoghi con dei tecnici della prevenzione di grande esperienza, ed è incredibile quante cose si vedono dal vivo e che non trovi nei libri.

Comenio: Devi annotarle. Prendi un taccuino (o quella cosa che usate voi: lo smartphone) e registra ciò che funziona e ciò che non funziona. Annota anche i comportamenti “quasi sbagliati” che non hanno portato a incidenti… per ora. Saranno una miniera di informazioni per migliorare.

Tipo un giornale di bordo?

Comenio: Esattamente. I capitani delle navi lo usano per annotare gli eventi durante la navigazione; tu lo userai per tenere traccia della tua crescita professionale.

3. La Deduzione – “Imparare dai segni”

Comenio: Ora passiamo a ciò che chiamo la scuola del pensiero riflessivo. Non basta fare esperienza: bisogna fermarsi e chiedersi “Perché è andata così?”.

Quindi analizzare a posteriori?

Comenio: Sì. Un esempio: in un cantiere, un operaio inciampa in un cavo elettrico ma non cade. Questo non è un “non evento”: è un avvertimento. Devi analizzare perché il cavo era lì, perché nessuno lo ha segnalato e cosa puoi cambiare per evitare che si ripeta in un incidente vero.

Tipo fare un’analisi di quelli che chiamo “errori fortunati”?

Comenio: Bravo. Ogni errore fortunato è un maestro, se lo ascolti. La deduzione è trasformare eventi isolati in conoscenza condivisa, poi diffondere questa conoscenza al gruppo, perché l’apprendimento diventi collettivo.

4. La Curiosità – “Il vento che muove le vele”

Comenio: La curiosità è imparare senza che qualcuno te lo ordini. È fare due chiacchiere con un collega o leggere un saggio. È chiedere a un operaio esperto di mostrarti un “trucco” del mestiere. È sfogliare un catalogo di DPI, solo per vedere cosa c’è di nuovo.

Quindi è alimentare la mente anche quando non ho un obiettivo preciso?

Comenio: Esatto. Molte innovazioni nascono così. Forse scoprirai come progettare una nuova applicazione per il tuo lavoro o progetterai una nuova procedura per far partecipare il personale alla rilevazione di comportamenti pericolosi. La curiosità è la tua antenna.

5. L’Immaginazione – “Provare senza rischiare”

Comenio: Infine, l’immaginazione. Il cantiere è un luogo vivo e la sicurezza è anche prevenire l’imprevisto. Immagina scenari improbabili e chiediti come reagiresti.

Tipo “Se un temporale improvviso allaga il cantiere”?

Comenio: Sì. Oppure: “se un operaio rimane bloccato sul montacarichi al quinto piano?”. Crea esercitazioni mentali o simulate. Puoi persino inventare situazioni assurde per allenare la prontezza: il tuo cantiere per un giorno diventa un “set cinematografico”, o un cantiere su un’isola raggiungibile solo con una piccola barca a remi.

Così da essere pronto anche per l’imprevisto reale.

Comenio: Esatto. L’immaginazione è un laboratorio senza pericoli, dove alleni le tue capacità di risoluzione dei problemi e il coordinamento delle azioni.

La sintesi del maestro

Comenio: Vedi, “giovane” coordinatore, le cinque vie non sono alternative: sono complementari.

  • Lo studio ti dà la struttura.
  • L’esperienza diretta ti dà la concretezza.
  • La deduzione ti dà la profondità.
  • La curiosità ti apre nuove strade.
  • L’immaginazione ti prepara all’ignoto.

Se ti affidi solo a una, sarai zoppo. Se le usi tutte, sarai completo.

Maestro, come posso sapere se sto imparando davvero?

Comenio: Quando non ti limiterai a compilare documenti, ma vedrai il tuo intervento cambiare i comportamenti. Quando un operaio ti dirà: “Non ci avevo mai pensato” e poi agirà in modo più sicuro. Quello sarà il segno.

Ma, se il cantiere resiste al cambiamento?

Comenio: Ricorda: il cambiamento è un seme, non un colpo di martello. Seminare richiede pazienza, ma un giorno vedrai crescere un’abitudine nuova e saprai che sei stato tu a piantarla.

L’addio
La biblioteca cominciò a dissolversi e le parole di Comenio restarono sospese nell’aria:
Non vinci quando gli altri ti ascoltano, ma quando cambiano grazie a ciò che hanno imparato da te.”

Abbassai lo sguardo e sulla scrivania, accanto ai miei appunti sul Master CSE, c’era un foglio con cinque parole scritte a mano: Studio, Esperienza, Deduzione, Curiosità, e Immaginazione.
Il programma di apprendimento del Master CSE era pronto.

Fabrizio Lovato

NdA: Comenio (1592–1670) – padre della pedagogia moderna, sosteneva che si dovesse insegnare tutto a tutti. Credeva che si impari studiando, facendo, osservando e immaginando: per questo è stato la guida ideale della mia intervista.

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