Cari colleghi, scrivo queste righe perché i risultati del sondaggio del webinar sulle nuove regole per l’incarico ai coordinatori mi hanno lasciato l’amaro in bocca.
Ho posto una domanda semplice, quasi scontata: “È obbligatorio per il coordinatore rendere noto al committente, al momento dell’incarico, la regolarità del proprio aggiornamento?”
I risultati parlano chiaro: sebbene la maggioranza sia consapevole dei propri doveri, oltre il 12% dei colleghi ha risposto NO e quel 12% mi preoccupa profondamente. È una percentuale tutt’altro che trascurabile, che indica come persista ancora una visione della trasparenza intesa come un optional o un fastidio, anziché come il cuore della nostra responsabilità professionale.
Tutti i nostri codici deontologici ruotano attorno a tre concetti: Scienza, Coscienza e Diligenza.
- Scienza significa che devi essere preparato.
- Diligenza (art. 1176 C.C.) significa che devi agire con la perizia che il tuo ruolo richiede.
Se accetti un incarico di coordinatore senza aver completato le 40 ore di aggiornamento previste dal D.Lgs. 81/08, tu non hai i requisiti di legge. Firmare un incarico in queste condizioni significa indurre il committente in errore. È un venir meno ai principi di lealtà e trasparenza: stai vendendo una prestazione che non sei autorizzato a fornire.
Ricordiamoci che il Committente ha l’obbligo legale di verificare la nostra idoneità tecnico professionale. Se non gli forniamo le prove dell’aggiornamento, anche non richieste direttamente, gli stiamo impedendo di fare il suo dovere. Lo stiamo esponendo a sanzioni e responsabilità che non gli appartengono. Documentare il proprio status non è “fare i primi della classe”, è proteggere chi ti sta dando lavoro.
Il rischio “invisibile”: l’Assicurazione. Avete mai letto bene le clausole della vostra Polizza RC Professionale? Quasi tutte le assicurazioni coprono i danni a condizione che il professionista sia in possesso dei requisiti di legge per svolgere l’attività assicurata. Se succede un infortunio in cantiere e si scopre che il coordinatore non era in regola con le 40 ore d’aggiornamento, l’assicurazione potrebbe alzare le mani e dire: “Tu non potevi svolgere quel lavoro, il danno pagalo di tasca tua”. Ne vale la pena?
C’è chi dice: “Tanto sono responsabile solo se provano che ho fatto un danno”. È un ragionamento pericoloso. La violazione dell’onere informativo e della diligenza professionale può portare alla nullità dell’incarico o alla contestazione delle parcelle. Un committente che scopre la mancanza dei requisiti può legalmente eccepire l’inadempimento contrattuale. Senza titolo, il tuo incarico è carta straccia.
Se per te è la difficoltà di mettere insieme i pezzi: dove sono gli attestati? Quante ore ho fatto nell’ultimo quinquennio? La soluzione è a portata di click.
Proprio per tutelare noi e i nostri committenti, vi invito a utilizzare www.archivioattestati.it. È una piattaforma gratuita che non solo fa la verifica automatica del vostro stato formativo, ma che vi predispone già la dichiarazione con tutte le evidenze necessarie da consegnare al cliente o da allegare al disciplinare d’incarico. In pochi minuti passate dal dubbio alla certezza documentale.
Concludo e ai 27 colleghi che hanno risposto “NO” dico questo: la nostra autorevolezza passa dalla trasparenza. Presentarsi con il proprio status formativo documentato non è un atto di sottomissione, è un marchio di qualità.
Dimostrare che siamo in regola significa dire al cliente: “Sono preparato, sono a norma e ti sto proteggendo”. Tutto il resto sono scuse che, davanti a un magistrato o a un ispettore, valgono zero.
Fabrizio Lovato
Una risposta
Ciao Fabrizio
ad essere sincero, personalmente non mi pongo nemmeno la domanda se comunicare o meno al Committente la mia regolarità come CSE…..è da comunicare e questo è un fatto senza se e senza ma. Leggendo l’articolo (forse ho frainteso) sembra che io non sia in regola con i requisiti di legge…… colgo qs occasione per verificare nell’archivio attestati la mia posizione attuale e per questo ti ringrazio perchè io vado sempre a “memoria” e troppa sicurezza a volta ti può fare commettere errori.