Nel ciclo di “lezioni brevi” che sto realizzando per l’avvicinamento al Master CSE, ho cercato di alternare contenuti di carattere tecnico a riflessioni pratiche. La Sesta Lezione si colloca esattamente in questo secondo ambito. Siamo in un periodo dell’anno – l’estate – in cui l’attività edilizia può subire rallentamenti o interruzioni temporanee, ma non sempre si ferma del tutto.
Questo pone una domanda tanto semplice quanto cruciale: quando il CSE va in vacanza, chi lo sostituisce?
La natura personale dell’incarico del CSE
È importante ricordare che l’incarico di Coordinatore per la Sicurezza è personale. È affidato a un soggetto individuato per nome e cognome, che ne assume in prima persona le responsabilità. Tuttavia, il fatto che l’incarico sia personale non esclude che il CSE possa dotarsi di ausiliari o di collaboratori per supportarlo nello svolgimento delle sue funzioni.
La figura dell’ausiliario non è prevista esplicitamente dalla normativa, ma può rivelarsi estremamente utile per garantire la continuità e l’efficacia dell’attività di coordinamento anche nei periodi in cui il CSE è assente per ferie, malattia o altri imprevisti. È dunque un approccio organizzativo, non giuridico: non si tratta di “delegare” la responsabilità, ma di dotarsi di una “struttura organizzativa” che garantisca l’attività del coordinamento in esecuzione in modo continuativo e strutturato.
Il concetto di “alta sorveglianza”
Il ruolo del CSE non prevede, come invece può accadere per altre figure della sicurezza, la presenza continuativa in cantiere. Il CSE effettua una sorveglianza “alta”, ovvero mirata, strategica, focalizzata sui momenti critici e sulle potenziali interferenze tra lavorazioni e imprese. Questo significa che la sua presenza deve essere garantita nei momenti topici, ovvero nelle fasi più rischiose e complesse dell’attività di cantiere.
Ma cosa accade se proprio durante uno di questi momenti il CSE è impossibilitato a intervenire?
L’ausiliario del CSE: chi è e perché è utile
L’introduzione della figura dell’ausiliario del CSE è una risposta pratica a questa esigenza. Non si tratta di un sostituto formale, ma di un soggetto che può operare sul campo seguendo direttive chiare e precise, in contatto costante con il coordinatore titolare.
Chi può essere questo ausiliario?
- Può trattarsi di un dipendente del CSE o di un collaboratore esterno, quindi di un altro professionista incaricato a svolgere alcune attività operative in cantiere, ad esempio i sopralluoghi.
- Non è obbligatorio, ma è fortemente consigliabile che l’ausiliario abbia la stessa formazione del CSE, ovvero che sia in possesso dell’abilitazione e dell’aggiornamento ai sensi dell’allegato XIV del D.Lgs. 81/2008.
- L’ausiliario non prende decisioni autonome, ma agisce sulla base di istruzioni operative predefinite e in costante collegamento con il coordinatore.
Le istruzioni operative per gestire le criticità
Un aspetto fondamentale nell’utilizzo di ausiliari è la definizione di istruzioni operative chiare, precise, condivise e documentate. Queste indicazioni devono prevedere le azioni da intraprendere in caso di situazioni critiche, indicando cosa fare, chi contattare e con quali modalità.
Vediamo alcuni esempi concreti:
- L’ausiliario rileva la presenza in cantiere di un lavoratore per il quale non è stata prodotta la documentazione formativa prevista nel POS. Cosa deve fare?
- Rileva durante il sopralluogo una ditta in subappalto non autorizzata o non comunicata in precedenza. Qual è la procedura da attivare?
In entrambi i casi – e in molti altri simili – l’ausiliario deve sapere esattamente come comportarsi. A volte l’azione richiesta sarà semplicemente informare il CSE, altre volte potrà prevedere la redazione di un verbale, la richiesta di sospensione temporanea del lavoratore, o l’attivazione di un confronto con il datore di lavoro o un’informativa al Committente.
L’obiettivo non è deresponsabilizzare il CSE, ma creare un filtro operativo in grado di raccogliere le criticità e di attivare una risposta tempestiva, anche in sua assenza fisica.
I momenti topici: definizione e gestione
Nel PSC, tra le tante informazioni inserite dal CSP, è utile rilevare ed evidenziare i momenti topici dell’attività che si svolgerà in cantiere. Si tratta di quelle fasi in cui è richiesto un livello di attenzione e coordinamento superiore rispetto al normale svolgimento delle attività.
Esempi di momenti topici possono essere:
- La demolizione di una copertura, magari anche contenente materiali pericolosi (es. amianto);
- Il varo di una struttura prefabbricata di grandi dimensioni;
- L’avvio di lavorazioni in spazi confinati;
- Un intervento in quota con utilizzo di DPI o apprestamenti speciali.
In questi momenti, la presenza fisica del CSE è indispensabile, salvo cause di forza maggiore. Proprio per questo motivo, è fondamentale che il CSE aggiorni il cronoprogramma con l’ausilio dei datori di lavoro, affinché possa essere presente nei momenti cruciali.
Il “piano B”: assenze improvvise e continuità operativa
Non è solo la vacanza a rendere necessaria la presenza di un ausiliario. Anche un malore improvviso, un infortunio, o un imprevisto personale possono impedire al CSE di svolgere la sua attività. In questi casi, è importante che il cantiere non subisca rallentamenti e soprattutto che la sicurezza non venga compromessa.
Pertanto, nella fase iniziale dell’incarico, è buona prassi che il CSE:
- Indichi la possibilità di avvalersi di uno o più ausiliari;
- Informi il committente o il responsabile dei lavori su questa scelta;
- Rediga un documento interno con le modalità operative e i compiti assegnati agli ausiliari;
- Predisponga una procedura di “emergenza” in caso di sua assenza prolungata.
Va sottolineato che l’assistenza dell’ausiliario è valida per brevi periodi o per supporti puntuali. Se l’assenza del CSE si prolunga nel tempo, è necessario prevedere con il committente la sua sostituzione formale, con la nomina di un nuovo coordinatore, comunicandolo ufficialmente al cantiere e agli enti competenti.
Conclusioni: responsabilità, organizzazione e prevenzione
Questa lezione vuole trasmettere un messaggio chiaro: la sicurezza in cantiere non va mai in vacanza. Il ruolo del CSE è fondamentale per la prevenzione degli infortuni e per la gestione del rischio interferenziale. Tuttavia, il CSE non è solo un professionista, è un individuo, soggetto a esigenze personali, imprevisti e momenti di assenza.
Per questo motivo, prevenire e organizzarsi è fondamentale. L’adozione di una figura ausiliaria, la definizione di momenti topici, la stesura di istruzioni chiare e la comunicazione trasparente con il committente rappresentano buone pratiche che ogni CSE dovrebbe adottare.
Questa è un esempio concreto dello spirito del Master CSE: affrontare le situazioni prima che diventino problemi. Questo è passare dal COSA al COME.
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Fabrizio Lovato
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